• Emanuele Michelangeli

Il mio porto sicuro: la creativita', alleata in quarantena

Aggiornato il: mag 22

un caffe' con Laura Zaccaria, intervista di Emanuele Michelangeli

La bottega del fare di Laura_by Laura Zaccaria
Un piccolo porto nella notte. L’acqua buia e calma. Le luci del paese. Le ombre delle barche ormeggiate. E quel silenzio morbido come se ogni cosa avesse trovato il suo rifugio. Fabrizio Caramagna

Oggi per la rubrica “un caffè collaterale” ho il piacere di raccontarvi la storia di Laura Zaccaria. Dopo Pochi mesi dal suo trasferimento da Roma fino a Muggiò, in Lombardia, Laura ci racconta come la creatività è stata una vera e propria risorsa per vivere la quarantena e tutti i momenti difficili annessi, nella regione più colpita dal Corona Virus.


Buon pomeriggio Laura, innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito.

Grazie a voi, è un piacere per me.


Tu sei una vera e propria artista, crei continuamente oggetti, che definisci le “tue creazioni”. Quando hai cominciato e, soprattutto, cosa ti ha spinto a cominciare?

Quando ho cominciato a capire che creare mi lasciava uno spazio di evasione da pensieri e situazioni, è stato circa sette anni fa, durante un periodo brutto della mia vita, avevo una bambina piccola e guardandomi intorno ho incontrato il feltro, che è stato il mio primo grande amore. La sera, sul letto, ho iniziato a creare. Sono sempre stata una persona creativa, mai avrei pensato che questa creatività mi potesse aiutare in situazioni buie. Tutto è iniziato così: avevo bisogno di uno spazio dove evadere, spegnere il cervello da situazioni che erano molto pesanti. Da lì è nato tutto! Mi piaceva creare e mi faceva stare bene.


Quali sono i materiali che prediligi? Hai cominciato con il feltro, allo stesso tempo non ho potuto fare a meno di notare l’utilizzo di materiali da riciclo, correggimi se sbaglio.

Soprattutto materiali di riciclo. Mi piace tantissimo lavorare con la stoffa, dare vita a qualcosa che ho messo da parte. Pensa che, in questi giorni di quarantena, abbiamo tolto tutti gli indumenti che non mettevamo più in famiglia, come jeans, pantaloni o indumenti vecchi, li ho smontati e ho iniziato a creare... Mi piace molto questo aspetto: dare nuova vita a qualcosa che ho messo da parte!


Come è dare vita nuova ad un materiale vecchio, che cosa si prova?

È fichissimo! Mi dà un sacco di soddisfazione! Sin da bambina credevo che ogni cosa avesse un'anima, tutti abbiamo un jeans nell'armadio, che magari abbiamo usato per anni ma non indossiamo più, perché abbandonarlo? Diamogli un senso.


Che sensazioni ti dà lavorare con diversi materiali?

Il jeans è più resistente, il cotone più morbido per le parti interne, il feltro a livello di manualità mi dà un po' meno soddisfazione. Jeans e cotone si prestano al modellamento. Sono facilmente plasmabili.


Dopo diversi anni di vita a Roma, hai deciso di trasferirti con la tua famiglia in Lombardia, pochi mesi dopo è scoppiata questa terribile pandemia e la Lombardia è stata la regione più colpita dal Corona Virus. Come è stato avere uno spazio dedicato alla realizzazione delle tue creazioni in questo periodo?

Ho preceduto questo periodo creandomi uno spazio in casa, cosa che a Roma non avevo, avevo tutto buttato dentro un armadio. A gennaio decido di comprarmi un mobile, una scrivania, dove sento il desiderio di riporci tutto il materiale, compresa la macchina da cucire. A marzo scoppia la pandemia e siamo finiti tutti in quarantena. Per me è stata una salvezza, aprivo lo sportello ed era tutto pronto, la creatività mi ha aiutato a vivere questa epidemia diversamente.


Avevi un posto sicuro?

E’ proprio questo il punto: è il mio mondo, il mio spazio.


Raccontaci dei tuoi lavori: c’è una creazione che preferisci rispetto ad altre?

Borsa di jeans_ by Laura Zaccaria

Assolutamente si, appena nata la settimana scorsa, la borsa di jeans celeste. C’è stato un lavoro certosino di riciclo e recupero dei materiali, è stato bellissimo, ci ho investito molto tempo.


Cosa è stato bellissimo?

Mi ha dato molta soddisfazione usare un paio di miei vecchi pantaloni e uno di Demi (Demetrio, Il suo compagno), domenica finalmente sono uscita per una passeggiata e l’ho indossata con orgoglio.


Hai mai pensato di conciliare la tua passione con un secondo lavoro?

In passato me l'hanno proposto, ma ti dirò: quando faccio qualcosa di commissionato per qualcuno non ho le stesse sensazioni, è come se sentissi qualcosa inquinarsi, io creo per piacere e dare voce al mio mondo interiore.


Condividi la tua creatività con la famiglia oppure il tuo luogo è sacro e guai a chi si avvicina?

Con mia figlia cerco di creare dei momenti nostri, ma se sto creando e qualcuno si avvicina quasi mi sento infastidita. Io cerco assolutamente di tenere quel confine netto, è il mio spazio e voglio stare da sola tra me e me, l’importanza del “porto sicuro” come l’abbiamo definito in questa chiacchierata, un angolo dove dare voce a tutto quello che ho dentro.

Quel porto sicuro, dove ognuno di noi può attraccare o fare ritorno anche dopo aver vissuto l'esperienza di una tempesta in alto mare, basta impostare la rotta e seguire il faro: quello della creatività.


Per dare un'occhiata alle creazioni di Laura seguite questo link





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